Hai ragione. Il film va preso per quello che è: il sogno di ragazzini patiti per dei pupazzi!naoto ha scritto: 26/01/2026, 13:05Esatto. Come avevo cercato di dire, il film (quantomeno ciò che il trailer espone) è un enorme fandom che parte dalla nostalgia dei giocattoli e atterra su un mondo "irreale" prodotto dalla stessa fantasia di chi con quei giocattoli ci giocava.AlbyKun ha scritto: 26/01/2026, 11:06 Trovo sempre piuttosto buffi i commenti al "realismo" di queste cose. I Masters erano pupazzi per bambini di 8-10 anni disegnati da adulti dotati di ironia, che si erano divertiti a spingere oltre ogni plausibilità la fissazione anni '80 per i fisici pompati - tanto che il protagonista stesso ha un nome ridicolissimo (tradotto suona "Quello che più maschio non si può"). Che realismo vi aspettate dall'equivalente occidentale di Cho Aniki?
Poi è chiaro che se nel 2026 fai un film su una serie di 44 anni fa, stai puntando a due fasce di pubblico: gli attuali bambini a cui devi vendere una fantasia di potere ("da grande sarò figo come lui") e i cinquantenni che avevano i giocattoli all'epoca. E mettiamocelo in testa: il cinquantenne medio non è come noi. Non è un collezionista ossessivo, ha altri cazzi per la testa e (si spera) ha smesso da un pezzo di sognare spade magiche e mutandoni pelosi. Per la gente normale una storia che prende bonariamente in giro quel tipo di pensiero è perfetta, quindi va benone un attore enorme (non venitemi a dire che le persone normali sono così, per piacere) ma con capacità comiche anziché una montagna che, nel mondo reale, risulta solo deforme.
Lo stile generale io lo trovo molto carino, comunque.
E' impensabile immaginare di imbastire una narrazione "verosimile" su He-Man che era e resta un giocattolo la cui storia è frutto della fantasia di migliaia di bambini che ci hanno giocato. Me compreso.
Film Live Action Masters of the Univese He-Man
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Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Sottoscrivo al mille per mille. Il film non si fa né per i collezionisti né per i fan fissatissimi di MOTU. Altrimenti incassa quattro soldi ed è un flop. Un film che prende un franchise di 40 anni fa deve fare delle cose semplici (e allo stesso tempo difficilissime da bilanciare).AlbyKun ha scritto: 26/01/2026, 11:06 Trovo sempre piuttosto buffi i commenti al "realismo" di queste cose. I Masters erano pupazzi per bambini di 8-10 anni disegnati da adulti dotati di ironia, che si erano divertiti a spingere oltre ogni plausibilità la fissazione anni '80 per i fisici pompati - tanto che il protagonista stesso ha un nome ridicolissimo (tradotto suona "Quello che più maschio non si può"). Che realismo vi aspettate dall'equivalente occidentale di Cho Aniki?
Poi è chiaro che se nel 2026 fai un film su una serie di 44 anni fa, stai puntando a due fasce di pubblico: gli attuali bambini a cui devi vendere una fantasia di potere ("da grande sarò figo come lui") e i cinquantenni che avevano i giocattoli all'epoca. E mettiamocelo in testa: il cinquantenne medio non è come noi. Non è un collezionista ossessivo, ha altri cazzi per la testa e (si spera) ha smesso da un pezzo di sognare spade magiche e mutandoni pelosi. Per la gente normale una storia che prende bonariamente in giro quel tipo di pensiero è perfetta, quindi va benone un attore enorme (non venitemi a dire che le persone normali sono così, per piacere) ma con capacità comiche anziché una montagna che, nel mondo reale, risulta solo deforme.
Lo stile generale io lo trovo molto carino, comunque.
- Prendere lo spirito di quelle storie e personaggi, omaggiandone ľessenza e possibilmente il design
- Calare tutto su una storia e su personaggi credibili e attuali al giorno d'oggi, ma senza stravolgere
- Strizzare ľocchio ai fan del franchise ma parlare anche a chi non lo conosce
Questo è quello che non hanno saputo fare con il live action dei Cavalieri dello Zodiaco o con il film Street Fighter con Van Damme, per esempio. Ci è riuscito invece Michael Bay con i Transformers, ma anche Peter Jackson col Signore degli Anelli e ci sono riusciti con gli ultimi film animati su Super Mario.
Poi ci vuole anche intelligenza nella fruizione. Anche se abbiamo amato quei personaggi e quelle storie, non possiamo andare al cinema aspettandoci la pedissequa riproposizione del cartone, del libro, dei giocattoli. Un film deve saper parlare al pubblico dei giorni nostri. Deve saper sacrificare ciò che non è essenziale a portare avanti la storia (come Tom Bombadil nei film del Signore degli Anelli). Deve saper attualizzare design e caratterizzazione dei personaggi per non risultare ridicolo o stucchevole.
Se uno spettatore va al cinema aspettandosi di vedere la fedele riproposizione di transformers e He-Man, per me sbaglia in partenza. A me sembra che questo film sui Masters omaggi bene nel design i giocattoli e il cartone. Una delle colossali statue che si vedono nel trailer mi sembra avere le fattezze di Randor. I costumi sono molto ben fatti e fedeli ma con un pizzico di libertà, come è giusto che sia. Carina anche la gag di lui che cerca la spada in un negozio di action figure. Tanti omaggi al pubblico storico. Ma ci sono anche novità. Che penso vadano guardate senza pregiudizio.
Per questo Man-at-arms nero non mi disturba. E per me, nel 2026, non si può trovarlo scandaloso. Anche perché non puoi più fare le storie parlando solo al pubblico bianco. E per lo stesso motivo, oggi He-Man non può essere il bestione culturista anni '80. Mia moglie, che dei masters se ne frega serenamente, appena ha visto il trailer ha detto "hanno fatto bene a non farlo alla Dolph Lundgren perché sarebbe stato ridicolo".
Poi il film va giudicato vedendolo, non solo dai trailer. Andrò a vederlo. E lì vedremo se la storia convince e se il film funziona davvero.
"Ascella del Nord!" [cit.] 
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Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Analisi perfetta. Ribadisco che, secondo me. Il fisicato di reacher, che ha mostrato anche qualche nota comics, poteva essere comunque valido, secondo me. Ma l'attore scelto non dovrebbe essere male... Giudizio posticipato alla visione del film.Sirius 21 ha scritto: 30/01/2026, 9:34Sottoscrivo al mille per mille. Il film non si fa né per i collezionisti né per i fan fissatissimi di MOTU. Altrimenti incassa quattro soldi ed è un flop. Un film che prende un franchise di 40 anni fa deve fare delle cose semplici (e allo stesso tempo difficilissime da bilanciare).AlbyKun ha scritto: 26/01/2026, 11:06 Trovo sempre piuttosto buffi i commenti al "realismo" di queste cose. I Masters erano pupazzi per bambini di 8-10 anni disegnati da adulti dotati di ironia, che si erano divertiti a spingere oltre ogni plausibilità la fissazione anni '80 per i fisici pompati - tanto che il protagonista stesso ha un nome ridicolissimo (tradotto suona "Quello che più maschio non si può"). Che realismo vi aspettate dall'equivalente occidentale di Cho Aniki?
Poi è chiaro che se nel 2026 fai un film su una serie di 44 anni fa, stai puntando a due fasce di pubblico: gli attuali bambini a cui devi vendere una fantasia di potere ("da grande sarò figo come lui") e i cinquantenni che avevano i giocattoli all'epoca. E mettiamocelo in testa: il cinquantenne medio non è come noi. Non è un collezionista ossessivo, ha altri cazzi per la testa e (si spera) ha smesso da un pezzo di sognare spade magiche e mutandoni pelosi. Per la gente normale una storia che prende bonariamente in giro quel tipo di pensiero è perfetta, quindi va benone un attore enorme (non venitemi a dire che le persone normali sono così, per piacere) ma con capacità comiche anziché una montagna che, nel mondo reale, risulta solo deforme.
Lo stile generale io lo trovo molto carino, comunque.
- Prendere lo spirito di quelle storie e personaggi, omaggiandone ľessenza e possibilmente il design
- Calare tutto su una storia e su personaggi credibili e attuali al giorno d'oggi, ma senza stravolgere
- Strizzare ľocchio ai fan del franchise ma parlare anche a chi non lo conosce
Questo è quello che non hanno saputo fare con il live action dei Cavalieri dello Zodiaco o con il film Street Fighter con Van Damme, per esempio. Ci è riuscito invece Michael Bay con i Transformers, ma anche Peter Jackson col Signore degli Anelli e ci sono riusciti con gli ultimi film animati su Super Mario.
Poi ci vuole anche intelligenza nella fruizione. Anche se abbiamo amato quei personaggi e quelle storie, non possiamo andare al cinema aspettandoci la pedissequa riproposizione del cartone, del libro, dei giocattoli. Un film deve saper parlare al pubblico dei giorni nostri. Deve saper sacrificare ciò che non è essenziale a portare avanti la storia (come Tom Bombadil nei film del Signore degli Anelli). Deve saper attualizzare design e caratterizzazione dei personaggi per non risultare ridicolo o stucchevole.
Se uno spettatore va al cinema aspettandosi di vedere la fedele riproposizione di transformers e He-Man, per me sbaglia in partenza. A me sembra che questo film sui Masters omaggi bene nel design i giocattoli e il cartone. Una delle colossali statue che si vedono nel trailer mi sembra avere le fattezze di Randor. I costumi sono molto ben fatti e fedeli ma con un pizzico di libertà, come è giusto che sia. Carina anche la gag di lui che cerca la spada in un negozio di action figure. Tanti omaggi al pubblico storico. Ma ci sono anche novità. Che penso vadano guardate senza pregiudizio.
Per questo Man-at-arms nero non mi disturba. E per me, nel 2026, non si può trovarlo scandaloso. Anche perché non puoi più fare le storie parlando solo al pubblico bianco. E per lo stesso motivo, oggi He-Man non può essere il bestione culturista anni '80. Mia moglie, che dei masters se ne frega serenamente, appena ha visto il trailer ha detto "hanno fatto bene a non farlo alla Dolph Lundgren perché sarebbe stato ridicolo".
Poi il film va giudicato vedendolo, non solo dai trailer. Andrò a vederlo. E lì vedremo se la storia convince e se il film funziona davvero.
Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Man at arms nero non lo avevo notato. Un punto in meno allora, perché il politically correct alla Netflix mi ha un po' rotto.
Poi ovviamente nessuno si aspetterà di andare al cinema e vedere He-Man che ti spiega la morale dell'episodio o Skeletor che non farebbe paura neanche a un bambino di 3 anni. Però ammetto senza problemi che se mi beccherò una miriade di battute sceme stile MCUo il principe Adam che per metà film è un imbranato perché adesso va di moda il tema della rivincita del nerd mi darà fastidio.
Poi ovviamente nessuno si aspetterà di andare al cinema e vedere He-Man che ti spiega la morale dell'episodio o Skeletor che non farebbe paura neanche a un bambino di 3 anni. Però ammetto senza problemi che se mi beccherò una miriade di battute sceme stile MCUo il principe Adam che per metà film è un imbranato perché adesso va di moda il tema della rivincita del nerd mi darà fastidio.
Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Peccato. Perché magari "Bambini, guardate che il razzismo è un sintomo di insicurezza infantile. Abbiate pena di chi è così immaturo" poteva anche starci.Lex ha scritto: 30/01/2026, 10:53 Man at arms nero non lo avevo notato. Un punto in meno allora, perché il politically correct alla Netflix mi ha un po' rotto.
Poi ovviamente nessuno si aspetterà di andare al cinema e vedere He-Man che ti spiega la morale dell'episodio.
Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Mah. Sorvolando sugli attacchi personali, hai un'ambientazione dove letteralmente il 99% dei personaggi sono alieni di molteplici specie sia tra i buoni che i cattivi, non hai nemmeno bisogno di pensare al colore della pelle se vuoi trattare certe tematiche.
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Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Descrizione perfetta dell'ambiente e della varietà culturale. Quindi, che problema c'è ad avere un 'uomo alle armi' nero?Lex ha scritto: 30/01/2026, 12:25 Mah. Sorvolando sugli attacchi personali, hai un'ambientazione dove letteralmente il 99% dei personaggi sono alieni di molteplici specie sia tra i buoni che i cattivi, non hai nemmeno bisogno di pensare al colore della pelle se vuoi trattare certe tematiche.
P.S.Forse sarebbe meglio lasciar perdere il discorso e limitare la discussione alla qualità cinematografica del prodotto.
Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Scrivo questo ultimo messaggio per far chiarezza sul fatto che non esiste un problema ad avere un personaggio nero, o anche tutto il cast di colore, così come non deve essere un problema l'avere tutto un cast orientale, tutti bianchi o anche solo gatti.BackToZeon ha scritto: 30/01/2026, 12:33Descrizione perfetta dell'ambiente e della varietà culturale. Quindi, che problema c'è ad avere un 'uomo alle armi' nero?Lex ha scritto: 30/01/2026, 12:25 Mah. Sorvolando sugli attacchi personali, hai un'ambientazione dove letteralmente il 99% dei personaggi sono alieni di molteplici specie sia tra i buoni che i cattivi, non hai nemmeno bisogno di pensare al colore della pelle se vuoi trattare certe tematiche.
P.S.Forse sarebbe meglio lasciar perdere il discorso e limitare la discussione alla qualità cinematografica del prodotto.
Tornando al film, la mia speranza più grande è che He-Man non compaia solo gli ultimi 10 minuti per lo scontro finale. Mi sta bene che ci possa essere un crescendo e ci sua un po' di costruzione del personaggio del principe Adam prima della trasformazione, ma io voglio vedere He-Man in azione.
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Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
In effetti anche io avrei preferito solo gatti! Per il resto tutto chiaro! In fondo ci vuole poco a mantenere il clima della discussione sul civile. Grazie.Lex ha scritto: 30/01/2026, 13:30Scrivo questo ultimo messaggio per far chiarezza sul fatto che non esiste un problema ad avere un personaggio nero, o anche tutto il cast di colore, così come non deve essere un problema l'avere tutto un cast orientale, tutti bianchi o anche solo gatti.BackToZeon ha scritto: 30/01/2026, 12:33Descrizione perfetta dell'ambiente e della varietà culturale. Quindi, che problema c'è ad avere un 'uomo alle armi' nero?Lex ha scritto: 30/01/2026, 12:25 Mah. Sorvolando sugli attacchi personali, hai un'ambientazione dove letteralmente il 99% dei personaggi sono alieni di molteplici specie sia tra i buoni che i cattivi, non hai nemmeno bisogno di pensare al colore della pelle se vuoi trattare certe tematiche.
P.S.Forse sarebbe meglio lasciar perdere il discorso e limitare la discussione alla qualità cinematografica del prodotto.
Tornando al film, la mia speranza più grande è che He-Man non compaia solo gli ultimi 10 minuti per lo scontro finale. Mi sta bene che ci possa essere un crescendo e ci sua un po' di costruzione del personaggio del principe Adam prima della trasformazione, ma io voglio vedere He-Man in azione.
Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Io faccio un ragionamento, senza alcuna polemica ovviamente.
È stupido dire che chi non vuole Man-At-Arms nero, o la Sirenetta nera, o un samurai nero protagonista di Assassin's Creed sia razzista. Solo una minima parte di chi non condivide queste scelte è razzista nel vero senso del termine. La maggior parte sono solo persone che trovano la scelta stonata. Gusti personali, che rispetto. Io personalmente non vedo problemi se nel fantasy c'è un'assenza di "razze" come le abbiamo intese per secoli nella Storia umana. Diverso è il caso degli elfi afroamericani della serie di Amazon. Quella è una nota oggettivamente stonata, perché gli elfi sono stati caratterizzati da Tolkien in un modo molto specifico, in un'opera in cui si descrivono apertamente razze diverse, con specifiche caratteristiche. Ovviamente, il Signore degli Anelli è un libro figlio del suo tempo. Ma mettere elfi afroamericani per me è sbagliato perché snatura il modo in cui sono stati pensati e caratterizzati. Se fai il Signore degli Anelli o opere da esso derivate, non puoi mettere elfi afroamericani o hobbit orientali. Se fai un fantasy non tolkeniano, puoi metterci quello che vuoi. Come nella Sirenetta live action, in cui la storia fa intuire chiaramente che l'ambientazione è un mondo fantasy senza razze, in cui un padre ha figlie bianche, nere, rosse e asiatiche. Lì ha senso, perché quella storia non va valutata con parametri storici né realistici. Se invece si fa un film sull'epica omerica allora per me Achille, Ulisse e Patroclo non possono essere neri. Insomma, tutto è relativo. Ma bisogna applicare buon senso.
Allo stesso tempo è sciocco dire che scelte come quelle che ho elencato sopra siano fatte per il politically correct. Non c'entra niente. Sono scelte fatte perché il pubblico degli anni 2010-2020 non è quello degli anni 80. Così come quello degli anni 70 non era quello degli anni 50. Oggi presentare un prodotto farcito di protagonisti solo bianchi è una scelta miope. Il pubblico si aspetta ormai che certe barriere siano state abbattute. Lo pretende. Un amico, grande fan dei Masters, mi ha detto, contestando Idris Elba come Man-at-Arms, "queste cose sono un insulto all'intelligenza della comunità afroamericana". Ebbene, per me è un errore di valutazione. Per loro è importante vedere protagonisti neri nei film o nelle serie. Tempo fa ho visto un video su youtube, era un montaggio di reazioni di bambine afroamericane alla vista del primo trailer di La Sirenetta live action. Era semplicemente commovente vedere le emozioni di quelle bimbe e ragazzine che si elettrizzavano dicendo "è come me!". Ricordo proprio che alcune non dicevano "è nera", bensì "è come me". Questo non è abuso di politically correct, per me è saper parlare al pubblico di oggi.
È la stessa cosa vista nei videogiochi della serie Battlefield che hanno introdotto personaggi femminili giocabili. Indubbiamente è una forzatura. Nelle due guerre mondiali non c'erano donne combattenti in prima linea. Ma un videogioco non è un trattato di storia. È un'opera di divertimento multimediale e negli anni 2000 ci sono molte più giocatrici donne e ragazze rispetto a quando ero piccolo io. E si deve tenerne conto. È a questo pubblico che si parla. Bisogna farlo col linguaggio giusto. Guardate il film d'animazione di Super Mario. La principessa Peach è determinata, volitiva, spavalda, ha un ruolo attivo. È così che va fatta negli anni 2020, non può essere solo la pulzella rapita dal cattivo.
Scusate, sono stato lunghissimo! Ma il tema mi appassiona.
È stupido dire che chi non vuole Man-At-Arms nero, o la Sirenetta nera, o un samurai nero protagonista di Assassin's Creed sia razzista. Solo una minima parte di chi non condivide queste scelte è razzista nel vero senso del termine. La maggior parte sono solo persone che trovano la scelta stonata. Gusti personali, che rispetto. Io personalmente non vedo problemi se nel fantasy c'è un'assenza di "razze" come le abbiamo intese per secoli nella Storia umana. Diverso è il caso degli elfi afroamericani della serie di Amazon. Quella è una nota oggettivamente stonata, perché gli elfi sono stati caratterizzati da Tolkien in un modo molto specifico, in un'opera in cui si descrivono apertamente razze diverse, con specifiche caratteristiche. Ovviamente, il Signore degli Anelli è un libro figlio del suo tempo. Ma mettere elfi afroamericani per me è sbagliato perché snatura il modo in cui sono stati pensati e caratterizzati. Se fai il Signore degli Anelli o opere da esso derivate, non puoi mettere elfi afroamericani o hobbit orientali. Se fai un fantasy non tolkeniano, puoi metterci quello che vuoi. Come nella Sirenetta live action, in cui la storia fa intuire chiaramente che l'ambientazione è un mondo fantasy senza razze, in cui un padre ha figlie bianche, nere, rosse e asiatiche. Lì ha senso, perché quella storia non va valutata con parametri storici né realistici. Se invece si fa un film sull'epica omerica allora per me Achille, Ulisse e Patroclo non possono essere neri. Insomma, tutto è relativo. Ma bisogna applicare buon senso.
Allo stesso tempo è sciocco dire che scelte come quelle che ho elencato sopra siano fatte per il politically correct. Non c'entra niente. Sono scelte fatte perché il pubblico degli anni 2010-2020 non è quello degli anni 80. Così come quello degli anni 70 non era quello degli anni 50. Oggi presentare un prodotto farcito di protagonisti solo bianchi è una scelta miope. Il pubblico si aspetta ormai che certe barriere siano state abbattute. Lo pretende. Un amico, grande fan dei Masters, mi ha detto, contestando Idris Elba come Man-at-Arms, "queste cose sono un insulto all'intelligenza della comunità afroamericana". Ebbene, per me è un errore di valutazione. Per loro è importante vedere protagonisti neri nei film o nelle serie. Tempo fa ho visto un video su youtube, era un montaggio di reazioni di bambine afroamericane alla vista del primo trailer di La Sirenetta live action. Era semplicemente commovente vedere le emozioni di quelle bimbe e ragazzine che si elettrizzavano dicendo "è come me!". Ricordo proprio che alcune non dicevano "è nera", bensì "è come me". Questo non è abuso di politically correct, per me è saper parlare al pubblico di oggi.
È la stessa cosa vista nei videogiochi della serie Battlefield che hanno introdotto personaggi femminili giocabili. Indubbiamente è una forzatura. Nelle due guerre mondiali non c'erano donne combattenti in prima linea. Ma un videogioco non è un trattato di storia. È un'opera di divertimento multimediale e negli anni 2000 ci sono molte più giocatrici donne e ragazze rispetto a quando ero piccolo io. E si deve tenerne conto. È a questo pubblico che si parla. Bisogna farlo col linguaggio giusto. Guardate il film d'animazione di Super Mario. La principessa Peach è determinata, volitiva, spavalda, ha un ruolo attivo. È così che va fatta negli anni 2020, non può essere solo la pulzella rapita dal cattivo.
Scusate, sono stato lunghissimo! Ma il tema mi appassiona.
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Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Chiaro, imparziale e totalmente condivisibile! La penso esattamente come te (ci aggiungo Bridgerton al signore degli anelli ma forse la discussione si complica)!Sirius 21 ha scritto: 30/01/2026, 17:07 Io faccio un ragionamento, senza alcuna polemica ovviamente.
È stupido dire che chi non vuole Man-At-Arms nero, o la Sirenetta nera, o un samurai nero protagonista di Assassin's Creed sia razzista. Solo una minima parte di chi non condivide queste scelte è razzista nel vero senso del termine. La maggior parte sono solo persone che trovano la scelta stonata. Gusti personali, che rispetto. Io personalmente non vedo problemi se nel fantasy c'è un'assenza di "razze" come le abbiamo intese per secoli nella Storia umana. Diverso è il caso degli elfi afroamericani della serie di Amazon. Quella è una nota oggettivamente stonata, perché gli elfi sono stati caratterizzati da Tolkien in un modo molto specifico, in un'opera in cui si descrivono apertamente razze diverse, con specifiche caratteristiche. Ovviamente, il Signore degli Anelli è un libro figlio del suo tempo. Ma mettere elfi afroamericani per me è sbagliato perché snatura il modo in cui sono stati pensati e caratterizzati. Se fai il Signore degli Anelli o opere da esso derivate, non puoi mettere elfi afroamericani o hobbit orientali. Se fai un fantasy non tolkeniano, puoi metterci quello che vuoi. Come nella Sirenetta live action, in cui la storia fa intuire chiaramente che l'ambientazione è un mondo fantasy senza razze, in cui un padre ha figlie bianche, nere, rosse e asiatiche. Lì ha senso, perché quella storia non va valutata con parametri storici né realistici. Se invece si fa un film sull'epica omerica allora per me Achille, Ulisse e Patroclo non possono essere neri. Insomma, tutto è relativo. Ma bisogna applicare buon senso.
Allo stesso tempo è sciocco dire che scelte come quelle che ho elencato sopra siano fatte per il politically correct. Non c'entra niente. Sono scelte fatte perché il pubblico degli anni 2010-2020 non è quello degli anni 80. Così come quello degli anni 70 non era quello degli anni 50. Oggi presentare un prodotto farcito di protagonisti solo bianchi è una scelta miope. Il pubblico si aspetta ormai che certe barriere siano state abbattute. Lo pretende. Un amico, grande fan dei Masters, mi ha detto, contestando Idris Elba come Man-at-Arms, "queste cose sono un insulto all'intelligenza della comunità afroamericana". Ebbene, per me è un errore di valutazione. Per loro è importante vedere protagonisti neri nei film o nelle serie. Tempo fa ho visto un video su youtube, era un montaggio di reazioni di bambine afroamericane alla vista del primo trailer di La Sirenetta live action. Era semplicemente commovente vedere le emozioni di quelle bimbe e ragazzine che si elettrizzavano dicendo "è come me!". Ricordo proprio che alcune non dicevano "è nera", bensì "è come me". Questo non è abuso di politically correct, per me è saper parlare al pubblico di oggi.
È la stessa cosa vista nei videogiochi della serie Battlefield che hanno introdotto personaggi femminili giocabili. Indubbiamente è una forzatura. Nelle due guerre mondiali non c'erano donne combattenti in prima linea. Ma un videogioco non è un trattato di storia. È un'opera di divertimento multimediale e negli anni 2000 ci sono molte più giocatrici donne e ragazze rispetto a quando ero piccolo io. E si deve tenerne conto. È a questo pubblico che si parla. Bisogna farlo col linguaggio giusto. Guardate il film d'animazione di Super Mario. La principessa Peach è determinata, volitiva, spavalda, ha un ruolo attivo. È così che va fatta negli anni 2020, non può essere solo la pulzella rapita dal cattivo.
Scusate, sono stato lunghissimo! Ma il tema mi appassiona.
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Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Io sono contento per manatarms, finalmente con il caschetto può tornare a girare in bici in sicurezza e senza sfidare il nuovo codice della strada.
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Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Sirius 21 ha scritto: 30/01/2026, 17:07 Io faccio un ragionamento, senza alcuna polemica ovviamente.
È stupido dire che chi non vuole Man-At-Arms nero, o la Sirenetta nera, o un samurai nero protagonista di Assassin's Creed sia razzista. Solo una minima parte di chi non condivide queste scelte è razzista nel vero senso del termine. La maggior parte sono solo persone che trovano la scelta stonata. Gusti personali, che rispetto. Io personalmente non vedo problemi se nel fantasy c'è un'assenza di "razze" come le abbiamo intese per secoli nella Storia umana. Diverso è il caso degli elfi afroamericani della serie di Amazon. Quella è una nota oggettivamente stonata, perché gli elfi sono stati caratterizzati da Tolkien in un modo molto specifico, in un'opera in cui si descrivono apertamente razze diverse, con specifiche caratteristiche. Ovviamente, il Signore degli Anelli è un libro figlio del suo tempo. Ma mettere elfi afroamericani per me è sbagliato perché snatura il modo in cui sono stati pensati e caratterizzati. Se fai il Signore degli Anelli o opere da esso derivate, non puoi mettere elfi afroamericani o hobbit orientali. Se fai un fantasy non tolkeniano, puoi metterci quello che vuoi. Come nella Sirenetta live action, in cui la storia fa intuire chiaramente che l'ambientazione è un mondo fantasy senza razze, in cui un padre ha figlie bianche, nere, rosse e asiatiche. Lì ha senso, perché quella storia non va valutata con parametri storici né realistici. Se invece si fa un film sull'epica omerica allora per me Achille, Ulisse e Patroclo non possono essere neri. Insomma, tutto è relativo. Ma bisogna applicare buon senso.
Allo stesso tempo è sciocco dire che scelte come quelle che ho elencato sopra siano fatte per il politically correct. Non c'entra niente. Sono scelte fatte perché il pubblico degli anni 2010-2020 non è quello degli anni 80. Così come quello degli anni 70 non era quello degli anni 50. Oggi presentare un prodotto farcito di protagonisti solo bianchi è una scelta miope. Il pubblico si aspetta ormai che certe barriere siano state abbattute. Lo pretende. Un amico, grande fan dei Masters, mi ha detto, contestando Idris Elba come Man-at-Arms, "queste cose sono un insulto all'intelligenza della comunità afroamericana". Ebbene, per me è un errore di valutazione. Per loro è importante vedere protagonisti neri nei film o nelle serie. Tempo fa ho visto un video su youtube, era un montaggio di reazioni di bambine afroamericane alla vista del primo trailer di La Sirenetta live action. Era semplicemente commovente vedere le emozioni di quelle bimbe e ragazzine che si elettrizzavano dicendo "è come me!". Ricordo proprio che alcune non dicevano "è nera", bensì "è come me". Questo non è abuso di politically correct, per me è saper parlare al pubblico di oggi.
È la stessa cosa vista nei videogiochi della serie Battlefield che hanno introdotto personaggi femminili giocabili. Indubbiamente è una forzatura. Nelle due guerre mondiali non c'erano donne combattenti in prima linea. Ma un videogioco non è un trattato di storia. È un'opera di divertimento multimediale e negli anni 2000 ci sono molte più giocatrici donne e ragazze rispetto a quando ero piccolo io. E si deve tenerne conto. È a questo pubblico che si parla. Bisogna farlo col linguaggio giusto. Guardate il film d'animazione di Super Mario. La principessa Peach è determinata, volitiva, spavalda, ha un ruolo attivo. È così che va fatta negli anni 2020, non può essere solo la pulzella rapita dal cattivo.
Scusate, sono stato lunghissimo! Ma il tema mi appassiona.
Io in questi casi faccio sempre una domanda, nell’amleto e nelle altre opere shakespeariane ci possono essere interpreti asiatici?
Logica direbbe di no.
Quindi in asia non possono rappresentare nessuna opere del grande bardo?
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Re: Film Live Action Masters of the Univese He-Man
Non è una domanda, corretta. Se fai teatro in Cina e ovvio che gli attori siano cinesi. Per una scelta di stile? No, perchè quello c'è. Per fare un film invece, sopratuttto a Hollywood, puoi scegliere. E se prendi un Mam-at-arms nero c'è una scelta ben precisa dietro. Tra l'altro essite già un eroe nero molto apprezza: Clamp Champ.
Per il resto, mi trovo in disaccordo con chi dice che il film non si fa né per i collezionisti né per i fan fissatissimi di MOTU, o che il materiale vada rivisitato. Semplicemente perchè, se prendi un prodotto specifico come i MOTU, lo fai proprio per fare leva su quelle persone che dei MOTU ne hanno vissuto la popolarità, altrimenti a che servirebbe andare a prendere una brand così sconosciuto alle nuove generazioni?
Sono d'accordo che un po' di smussamento va fatto, vista la distanza temporale, e anche che trasporre i costumi 1 a 1 non ha senso, ma rivisitare secondo nuovi criteri è una cavolata, perchè snaturi il materiale e non fai contenti nè quelli per cui hai scelto il brand MOTU nè il nuovo pubblico perchè devi fare un prodotto che arriva a loro comunque con dei compromessi pesanti.
Portare Adam sulla Terra è uno stravolgimento della lore a livello intimo: cercano di farci immedesimare nel nerd sfigato che poi prende la sua rivincita. Non è questo il meccanismo dietro il mondo di He-man. E non ce n'è nemmeno bisogno. Che vuol dire, non mi posso identificare con Frodo perchè è un hobbit dai piedi pelosi in un mondo di elfi?
Ecco un veloce mockup fatto da un fan:

E' davvero così inguardabile? Per me è mille volte meglio.
Tra l'altro c'è parecchia mancanza di film fantasy, non vedo il problema di lasciare gli affari di Eternia su Eternia.
Poi, per carità, magari è fatto pure bene il film, ma le premesse non sono buone.
Per il resto, mi trovo in disaccordo con chi dice che il film non si fa né per i collezionisti né per i fan fissatissimi di MOTU, o che il materiale vada rivisitato. Semplicemente perchè, se prendi un prodotto specifico come i MOTU, lo fai proprio per fare leva su quelle persone che dei MOTU ne hanno vissuto la popolarità, altrimenti a che servirebbe andare a prendere una brand così sconosciuto alle nuove generazioni?
Sono d'accordo che un po' di smussamento va fatto, vista la distanza temporale, e anche che trasporre i costumi 1 a 1 non ha senso, ma rivisitare secondo nuovi criteri è una cavolata, perchè snaturi il materiale e non fai contenti nè quelli per cui hai scelto il brand MOTU nè il nuovo pubblico perchè devi fare un prodotto che arriva a loro comunque con dei compromessi pesanti.
Portare Adam sulla Terra è uno stravolgimento della lore a livello intimo: cercano di farci immedesimare nel nerd sfigato che poi prende la sua rivincita. Non è questo il meccanismo dietro il mondo di He-man. E non ce n'è nemmeno bisogno. Che vuol dire, non mi posso identificare con Frodo perchè è un hobbit dai piedi pelosi in un mondo di elfi?
Ecco un veloce mockup fatto da un fan:

E' davvero così inguardabile? Per me è mille volte meglio.
Tra l'altro c'è parecchia mancanza di film fantasy, non vedo il problema di lasciare gli affari di Eternia su Eternia.
Poi, per carità, magari è fatto pure bene il film, ma le premesse non sono buone.
No black and white in the blue...
