Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

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Tobi
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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Tobi » 26/11/2019, 14:41

Wamoo85 ha scritto:
Korovev ha scritto:Mi permetto di dirti solo una cosa, riprendendo ciò che hai scitto tu: "non posso non chiedermi: è davvero necessario avere le persone vicino?"
No, non è indispensabile, conosco persone molto solitarie e sufficienti a se stesse. Quindi la domanda dovrebbe essere se tu vuoi persone vicine.
Se senti questo bisogno, o anche solo questa curiosità, esci dalla tua comfort zone, frequenta ambienti e città diverse, e troverai dei contatti umani importanti (e anche tante delusioni, ovvio).
Se invece decidi che non ti servono altre relazioni personali oltre a quelle che hai (da quel che scrivi sembrerebbe il contrario, ma non stiamo a fare psicanalisi da quattro soldi) allora non lasciarti turbare da ciò che vedi nella finzione e nella vita reale.
Insomma, trova la tua via e la tua soluzione. Alla fine, in fondo, basta che funzioni per te.


Quotone per il buon Beppe.
Da quello che scrivi e facendo psicologia spiccia a me sembra che tu non abbia scelto la solitudine, ma piuttosto che la solitudine abbia scelto te, o meglio che tu non abbia avuto modo/potuto regire a questa condizione. Un conto é dire "io sto bene quando sono solo", in quel caso non provo "risentimento" per anime o prodotti vari che mostrano sentimenti. Semplicemente non mi interessano, ne usufruisco con più o meno interesse, ma poi finisce li, non ci sto male.

Quoto ancora Beppe sul fatto di uscire dalla comfort zone. A volte bisogna osare, prendere bastonate, se si vuole cercare di cambiare vita. Nessuno ti regala niente, ne in termini lavorativi ne tantomeno in termini affettivi. Se non ti trovi bene con te stesso, cambia vita, o almeno cerca di farlo. Purtroppo é uno sforzo che dovrai fare quasi sicuramente da solo, ma se le cose vanno per il verso giusto ne verrai sicuramente ripagato.


quoto al 100% ma qua tocchiamo il termine Hikikomori.
una piaga in giappone..e lo sta diventando pure qui in Italia, personalmente ne conosco 3, ma uno sono riusciuto a "liberarlo" portandolo a lavorare con me... ;)
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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Tobi » 26/11/2019, 14:46

lgatt1 ha scritto:E forse poco adatto al sito su cui scriviamo


sì, è vero..ma un consiglio ed una considerazione non voglio negarlo/negarla a AnerCasval, visto che qualche volta parliamo nel suo thread della collezione.
AnerCasval non lo conosco di persona, ma parlandoci by forum, ho riscontrato in lui una certa sensibilità direi.
è un utente alla mano ed educato.. ;)
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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Korovev » 26/11/2019, 16:44

Off topic si può parlare di quel che si vuole, non sporchiamo nessun thread.
L'utente Tengen intanto ci sta anche deliziando con il suo viaggio solitario nei borghi della terronia orientale, quindi tutto è lecito...
Anzi, visto che siamo stati molto responsabili nel rispondere al nostra collega di passioni robotiche, che si è esposto con fiducia, direi che possiamo ufficialmente aprire "La posta del cuore d'acciaio".

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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda AnerCasval » 26/11/2019, 16:53

Risposte tutte molto interessanti ed in linea tra di loro, veramente raro per me vedere varie menti concordi sullo stesso discorso. Certo, il mio non era un argomento pragmatico, ma comunque interessante leggere le varie risposte. Chissà se il mio passo può indurre anche altri ad aprirsi un po', laddove ne sentono il bisogno.

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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Tobi » 26/11/2019, 17:41

Korovev ha scritto:
Anzi, visto che siamo stati molto responsabili nel rispondere al nostra collega di passioni robotiche, che si è esposto con fiducia, direi che possiamo ufficialmente aprire "La posta del cuore d'acciaio".


certamente, direi di sì :D
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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Tobi » 26/11/2019, 17:47

AnerCasval ha scritto:Risposte tutte molto interessanti ed in linea tra di loro, veramente raro per me vedere varie menti concordi sullo stesso discorso. Certo, il mio non era un argomento pragmatico, ma comunque interessante leggere le varie risposte. Chissà se il mio passo può indurre anche altri ad aprirsi un po', laddove ne sentono il bisogno.


direi che nel thread c'è stato pragmatismo, voglia di discussione in maniera educata, chiara e concisa e rispetto reciproco..elementi essenziali di una coesistenza in un forum aperto a tutti...
quoto invece il tuo pensiero - che ho sottolineato in rosso ;)
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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda lgatt1 » 26/11/2019, 21:18

Scusate, non avevo letto che si scriveva in off topic.

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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Shiba » 27/11/2019, 11:33

Mi piace la "Posta del cuore d'acciaio" :D

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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Tobi » 27/11/2019, 14:04

Shiba ha scritto:Mi piace la "Posta del cuore d'acciaio" :D

molto robotto-style :lol:
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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Cannoloz » 02/01/2020, 17:32

AnerCasval ha scritto:Se ne stava discutendo in chat, ed ho pensato che sarebbe meglio aprire un thread in cui do le mie disturbanti motivazioni sul perchè, non sopporto le romance.
Dal mio punto di vista, i rapporti sentimentali sono un qualcosa che nella società odierna rappresentano la normalità nella vita di ogni individuo, che lo classificano come "persona normale ed adeguata ai dettami della vita umana". Pertanto, nei generi di intrattenimento, vengono inseriti contesti amorosi come forma obbligatoria, scontata e normale della vita di ogni essere. Eppure non tutte le esistenze vivono di sentimentalismi e rapporti amorosi, ma anzi, vi sono soggetti che non hanno questa "normalità comune ed onnipresente" come contatto umano, ed i motivi possono essere differenti. L'accettazione di un rapporto amoroso nell'opera che si segue, è puramente soggettiva e varia da essere in essere, eppure sono sempre li senza andare a valutare un contesto in cui il protagonista o chi che sia, non abbia alcun genere di un rapporto sia amoroso che amicale. Pertanto, andare a sottolineare sempre che l'individuo debba giocoforza essere attraente e superlativo per poter attirare a se la gente, può provocare un certo disagio in chi non ha qualità particolari nella vita reale, finendo col non vedersi in nessun tipo di personaggio se non di quello sfigato e deriso(se presente).
Ciò che sto cercando di dire, è lo spazio scarsamente riposto a quelle persone che nella vita sono sole, perché non particolarmente "fortunate" nel relazionarsi con gli altri. Pertanto, vedendo storie di tizio che da sfigato diventa super quotato, o di tizio che già assolutamente brillante trova subito compagni e ragazza, qualcuno può finire con l'autovalutarsi in modo dispregiativo definendosi come uno fuori dal normale, anche laddove la fantasia dovrebbe dare spazio a chi nella vita ha difficoltà. Può capitare che una persona, vedendo relazioni amorose solo perché "tizio" essendo un pilota di gundam che spacca i culi(ad esempio), trova amici e compagna per via della sua forza. E questo si può tradurre in un messaggio che viene tradotto in: per avere amici e amore, devi essere superiore a qualsiasi cosa, perché solo se sei scritturalmente forte avrai fortuna nella vita.
Ma nella vita non funziona così, non tutti gli individui hanno caratteristiche adeguate per vivere nel mondo di oggi. Persone che hanno una personalità atipica e non in linea con la società, si ritrovano in ogni caso sole facendosi forza da se e senza essere assolutamente riconosciute dal mondo e dalle persone che li circonda. Sto cercando di dire, che si da troppo poco spazio(almeno da quel che ho visto e letto), a individui che nonostante nella vita abbiano fatto ciò che si poteva e nonostante abbiano dimostrato forza e volontà, in ogni caso sono rimaste sole e con se stesse, finendo poi col non potersi rivedere neanche in nessun personaggio fantastico. Per carità, ci sono serie che non mettono sentimentalismi eccessivi, al massimo velati o non ve ne sono affatto. Ma laddove ci sono, qualora riguardasse anche una serie che interessa, non posso non chiedermi: è davvero necessario avere le persone vicino? se non si è in grado di avvicinarle, ci si deve guardare come un qualcosa di sbagliato?
Ridendo scherzando, ci sono persone che temono tanto la solitudine, e che nel vedere gli altri riuscire dove loro falliscono, li porta a reazioni estreme eccessive. Se poi guardano, leggono o videogiocano qualcosa, potrebbero percepire che l'autore di ciò gli stia facendo capire che quel posto o che questo mondo non fanno per loro.
Non sono molto bravo a scrivere, le mie idee e pensieri preferisco sempre esporli verbalmente, perché dal tono di voce si riesce a comprendere anche meglio lo stato di una persona e la sua emotività. E' solo un pensiero il mio, nulla di che, ne un discorso per entrare in lotta con qualcuno. Non sto dicendo che non ci debbano essere sentimentalismi, ma dico solo, che bisognerebbe dare spazio anche a quelle persone che nella vita non riescono nei propri obiettivi, e che nonostante ciò esiste chi li prende in considerazione e gli da magari anche lo spunto per proseguire.
Grazie del vostro tempo :)


Volevo rispondere nel merito qualche tempo fa ma ho preferito che qualcun altro elevasse il livello delle risposte, così posso abbassarlo io senza troppi sensi di colpa.

Dunque, io sono dell'opinione che, normalmente, qualsiasi società sia piena di contraddizioni, piccole e grandi.
Sono altresì sicuro che quella moderna/contemporanea ne abbia più di qualsiasi altra in passato e questo per un motivo semplice: chi detiene il potere (e dunque anche i mass media) manda messaggi diversi a gruppi di individui diversi.

Non è come in passato, quando la società mandava messaggi diversi ma tutti tendenti allo stesso obiettivo.
Pensiamo alle religioni.
Prima comunicavano che seguendo i dettami religiosi si poteva vivere in pace ed in grazia di Dio. Se qualcuno era contrario allora lo si poteva bastonare senza problemi. Se era di un'altra religione allora era guerra.
Comunicazione semplice, alla portata di tutti e piuttosto sincera.

Oggi no, oggi dicono tutto ed il contrario di tutto.
Il motivo della confusione però è che non è stato ancora rotto l'ultimo taboo comunicativo: specificare A CHI è rivolto ogni singolo messaggio.
Mi spiego meglio.
Hai visto quante volte l'espertone di turno comunica quanto sia bello avere o non avere una famiglia? Mangiare o non mangiare uova/cioccolata? Rimanere single o accoppiarsi e proliferare?
Bene, questi "esperti" (che vengono utilizzati dai media alla stregua di opinionisti) non precisano a chi stiano rivolgendo le loro benedizioni/maledizioni, lo dicono in generale, come se il loro messaggio fosse rivolto a tutti.
Invece no, ognuno di loro lo sta comunicando a qualche gruppo umano ben preciso ma non può dirlo apertamente, pena, il rendere il messaggio non politically correct ma soprattutto si svelerebbe pubblicamente dove vuole andare a parare la comunicazione.

Altro esempio, lavoro e famiglia.
Da vent'anni a questa parte il grosso dei mass media (leftist soprattutto e quindi il 90% della comunicazione) ovvero giornali, radio e televisioni elogiano la donna che lavora, non si sposa e, soprattutto, non mette al mondo bambini.
A sentire i soliti "esperti" sembra che la panacea di tutti i mali sia lavorare duro e vivere soli, magari in un piccolo appartamento in città e, per i più irriducibili della compagnia, prendersi un cane/gatto/pappagallo in modo da sentirsi meno soli.
Facci caso, non leggi quasi mai questi messaggi nei confronti degli uomini. Sono quasi esclusivamente rivolti alle donne.
Poi si aggiunge l'esempio di una scrittrice più o meno famosa, di una soubrette, di una manager d'azienda che, intervistate con grandi titoloni, ci raccontano ogni minuto della loro splendida e spensierata giornata dove non devono ricordarsi di compleanni, anniversari, onomastici. Dove nessuno è costretto a fare le pulizie in casa, a cambiare pannolini o a portare figli a scuola.
Queste donne lavorano fino alle 8 di sera (o così dicono) e poi si rilassano bevendo del thè, sorseggiando un prosecco mentre leggono un libro di un autore cecoslovacco molto in voga nei salotti buoni (salotti che loro dicono di non frequentare ovviamente), accarezzando il loro micio da compagnia che, pur essendo un po' scorbutico, non sarà mai cattivo quanto il loro ex marito.
Quindi, donne realizzate, vincenti, complete e che non hanno bisogno di niente e di nessuno.
Nemmeno di se stesse.

Altro esempio: gli eroi dei film hollywoodiani.
Sembra banale ma ognuno di noi vede una quantità di film e serie TV da far spavento.
Tramite questi è possibile veicolare fortissimi messaggi sociali che attecchiscono in ogni dove.
Ti ricordi gli eroi dei film degli anni 80/'90?
Stallone, Schwarzenegger, Bruce Williss ecc. ecc. Tutti grandi, grossi e combattenti. Eroi credibili quando a mani nude abbattevano torme di cattivoni per salvare il mondo ad ogni occasione.
Ecco, uno lì pensava "e certo, ci riesce perchè è grande, grosso, sveglio, capace e tecnicamente preparato".
Quel tipo di messaggio è stato quasi completamente cancellato ad Hollywood.
Gli eroi contemporanei sono quasi sempre piccoli, fisicamente emaciati, capelli unti/ricci, nasone pronunciato, sguardo spento.
Sono ridicoli e grotteschi, sono quelli a cui non affideresti nemmeno la pappa del gatto in tua assenza.
Eppure nella vulgata moderna sono loro che salvano il mondo.
Sono loro che affrontano cattivi bellissimi, alti, biondi e con gli occhi azzurri ma perfidi. Intelligenti ma votati al male. Geniali ma con un animo orribile. Atletici ma soverchiatori.
Questi omuncoli da 4 soldi riescono sempre a sconfiggere uomini 100 volte migliori di loro nei modi più strani e spesso più assurdi.
Dunque qual è il messaggio?
Il messaggio è che anche se sei brutto, storto, fisicamente atrofico e pure scimunito e ignorante, non devi fare niente per migliorarti, vai benissimo come sei. Sei perfetto per salvare il mondo, perchè dovresti studiare/conoscere/allenarti? Non serve.
Rimani a casa come fa la donna di successo, prenditi un cane (sei uomo, no? A te spetta il cane) e piazzati davanti la TV.
Vedrai che la vita sarà più semplice e piacevole.

Potrei fare altri mille esempi di questo tipo ma andiamo al messaggio di fondo di tutta questa propaganda: DEVI RIMANERE SOLO.

La società contemporanea vuole che gli individui siano soli. Terribilmente soli. Soli al punto di non ricevere una (sola) telefonata per il giorno del compleanno.
Soli da non ricevere o fare gli auguri per una qualsiasi festa.
Soli al punto da essere degli emarginati sociali che si illudono di vivere solo perchè lavorano e pagano le tasse.
E' questo che vuole chi governa: governare un branco di eremiti che escono di casa solo per lavorare e fare la spesa. Gente che non riceverà mai un consiglio, un conforto, un aiuto.
Gente che morirà senza che nessuno se ne accorga, scoprendo il cadavere putrefatto dopo settimane o mesi dalla dipartita (ormai le cronache abbondano di questi casi).

E' un'istigazione al tutti contro tutti:
Sei gay? Devi odiare gli etero perchè loro ti odiano!
Sei donna? Devi odiare gli uomini perchè loro ti abusano!
Sei disoccupato? Devi odiare chi lavora perchè è raccomandato!
Sei povero? Devi odiare il ricco perchè ti ruba i soldi!
Sei vegano? Devi odiare chi mangia carne perchè distrugge il mondo!
Sei brutto? Devi odiare i belli perchè sono vanitosi!
Sei debole? Devi odiare i forti perchè prima o poi ti faranno del male!

Il tutto invertendo chiaramente il senso delle parole. Gli odiatori sono quelli che dicono di amare e viceversa.
Giusto per confondere la mente delle persone.

Ebbene, l'unico consiglio che voglio darti è quello di guardare un anime che ho finito di vedere ieri sera e che (finalmente) mi è piaciuto molto.
Un anime che parla della vita e della morte, cercandone il significato.
Un anime che tocca svariate corde, che talvolta pasticcia le cose ma che ha in sè una carica vera e forte.
Il tutto accompagnato da musiche belle che diventano anche sublimi.
Questo anime è "Death Parade" che trovi gratuitamente su VVVID.
C'è anche un prequel "Death Biliard" che è in giapponese ma è indifferente, puoi ignorarlo.
La cosa bella del finale è che ciascuno può dargli il suo significato (entro certi limiti).
Se ti capitasse di vederlo, fammi sapere come l'hai trovato.

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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Shiba » 02/01/2020, 19:10

@cannoloz
Non son del tutto d'accordo ma rispetto il tuo punto di vista.Diciamo che mi sembra un po semplice ( non ti offendere).Il mio motto è "segui i soldi" come dicono i detective alla tv.Tutto il resto è un menù a discesa che si dirama e crea effetti a catena.In cima il denaro ..da li deriva tutto il resto.Nessun complotto. Solo messaggi errati mandati a caso da chi pubblicizza stili di vita spesso irrealizzabili

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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Cannoloz » 02/01/2020, 19:48

Shiba ha scritto:@cannoloz
Non son del tutto d'accordo ma rispetto il tuo punto di vista.Diciamo che mi sembra un po semplice ( non ti offendere).Il mio motto è "segui i soldi" come dicono i detective alla tv.Tutto il resto è un menù a discesa che si dirama e crea effetti a catena.In cima il denaro ..da li deriva tutto il resto.Nessun complotto. Solo messaggi errati mandati a caso da chi pubblicizza stili di vita spesso irrealizzabili


Anche io rispetto il tuo punto di vista ma permettimi di dissentire.
E per piacere non parliamo di "complotti", qui si parla semplicemente di gestione della società.
Ogni società viene gestita ed incanalata in una direzione da parte dei suoi governanti, non è che si vada a briglia sciolta.
Da quando nasci a quando muori sei immerso nella propaganda, qualsiasi essa sia.
I soldi sono un obiettivo e/o un problema per chi non li ha.
Chi ha un budget superiore a quello di intere nazioni non ha come obiettivo fare soldi, ha come obiettivo il potere.
I soldi sono uno strumento, non il fine: più soldi hai e più controlli le masse.
Pensa anche ai paesi comunisti: lì sono riusciti ad inventarsi una società dove non servivano soldi per controllare la gente, servivano regole ferree e ci sono riusciti.
Quindi non sono i soldi a fare la differenza bensì portare il gioco dove tu sei più forte e poi prevalere.

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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Shiba » 02/01/2020, 20:48

Io invece penso che soldi e potere siano due cose distinte che a volte coincidono.Per dire..spesso il potere politico subisce l'influsso delle multinazionali..raramente avviene il contrario.E ( è sempre e solo la mia umile opinione) la società non viene gestita( magari !).Siamo noi a farla.. solo che pecoroni come siamo ( rimbecilliti dai social e da internet . si lo so è un luogo comune ma è vero!!) siamo ormai una società in declino .Ma siccome siamo all inizio dell anno voglio essere un minimo ottimista nella natura umana..
E quindi spero..

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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda AnerCasval » 02/01/2020, 21:31

Cannoloz ha scritto:
AnerCasval ha scritto:Se ne stava discutendo in chat, ed ho pensato che sarebbe meglio aprire un thread in cui do le mie disturbanti motivazioni sul perchè, non sopporto le romance.
Dal mio punto di vista, i rapporti sentimentali sono un qualcosa che nella società odierna rappresentano la normalità nella vita di ogni individuo, che lo classificano come "persona normale ed adeguata ai dettami della vita umana". Pertanto, nei generi di intrattenimento, vengono inseriti contesti amorosi come forma obbligatoria, scontata e normale della vita di ogni essere. Eppure non tutte le esistenze vivono di sentimentalismi e rapporti amorosi, ma anzi, vi sono soggetti che non hanno questa "normalità comune ed onnipresente" come contatto umano, ed i motivi possono essere differenti. L'accettazione di un rapporto amoroso nell'opera che si segue, è puramente soggettiva e varia da essere in essere, eppure sono sempre li senza andare a valutare un contesto in cui il protagonista o chi che sia, non abbia alcun genere di un rapporto sia amoroso che amicale. Pertanto, andare a sottolineare sempre che l'individuo debba giocoforza essere attraente e superlativo per poter attirare a se la gente, può provocare un certo disagio in chi non ha qualità particolari nella vita reale, finendo col non vedersi in nessun tipo di personaggio se non di quello sfigato e deriso(se presente).
Ciò che sto cercando di dire, è lo spazio scarsamente riposto a quelle persone che nella vita sono sole, perché non particolarmente "fortunate" nel relazionarsi con gli altri. Pertanto, vedendo storie di tizio che da sfigato diventa super quotato, o di tizio che già assolutamente brillante trova subito compagni e ragazza, qualcuno può finire con l'autovalutarsi in modo dispregiativo definendosi come uno fuori dal normale, anche laddove la fantasia dovrebbe dare spazio a chi nella vita ha difficoltà. Può capitare che una persona, vedendo relazioni amorose solo perché "tizio" essendo un pilota di gundam che spacca i culi(ad esempio), trova amici e compagna per via della sua forza. E questo si può tradurre in un messaggio che viene tradotto in: per avere amici e amore, devi essere superiore a qualsiasi cosa, perché solo se sei scritturalmente forte avrai fortuna nella vita.
Ma nella vita non funziona così, non tutti gli individui hanno caratteristiche adeguate per vivere nel mondo di oggi. Persone che hanno una personalità atipica e non in linea con la società, si ritrovano in ogni caso sole facendosi forza da se e senza essere assolutamente riconosciute dal mondo e dalle persone che li circonda. Sto cercando di dire, che si da troppo poco spazio(almeno da quel che ho visto e letto), a individui che nonostante nella vita abbiano fatto ciò che si poteva e nonostante abbiano dimostrato forza e volontà, in ogni caso sono rimaste sole e con se stesse, finendo poi col non potersi rivedere neanche in nessun personaggio fantastico. Per carità, ci sono serie che non mettono sentimentalismi eccessivi, al massimo velati o non ve ne sono affatto. Ma laddove ci sono, qualora riguardasse anche una serie che interessa, non posso non chiedermi: è davvero necessario avere le persone vicino? se non si è in grado di avvicinarle, ci si deve guardare come un qualcosa di sbagliato?
Ridendo scherzando, ci sono persone che temono tanto la solitudine, e che nel vedere gli altri riuscire dove loro falliscono, li porta a reazioni estreme eccessive. Se poi guardano, leggono o videogiocano qualcosa, potrebbero percepire che l'autore di ciò gli stia facendo capire che quel posto o che questo mondo non fanno per loro.
Non sono molto bravo a scrivere, le mie idee e pensieri preferisco sempre esporli verbalmente, perché dal tono di voce si riesce a comprendere anche meglio lo stato di una persona e la sua emotività. E' solo un pensiero il mio, nulla di che, ne un discorso per entrare in lotta con qualcuno. Non sto dicendo che non ci debbano essere sentimentalismi, ma dico solo, che bisognerebbe dare spazio anche a quelle persone che nella vita non riescono nei propri obiettivi, e che nonostante ciò esiste chi li prende in considerazione e gli da magari anche lo spunto per proseguire.
Grazie del vostro tempo :)


Volevo rispondere nel merito qualche tempo fa ma ho preferito che qualcun altro elevasse il livello delle risposte, così posso abbassarlo io senza troppi sensi di colpa.

Dunque, io sono dell'opinione che, normalmente, qualsiasi società sia piena di contraddizioni, piccole e grandi.
Sono altresì sicuro che quella moderna/contemporanea ne abbia più di qualsiasi altra in passato e questo per un motivo semplice: chi detiene il potere (e dunque anche i mass media) manda messaggi diversi a gruppi di individui diversi.

Non è come in passato, quando la società mandava messaggi diversi ma tutti tendenti allo stesso obiettivo.
Pensiamo alle religioni.
Prima comunicavano che seguendo i dettami religiosi si poteva vivere in pace ed in grazia di Dio. Se qualcuno era contrario allora lo si poteva bastonare senza problemi. Se era di un'altra religione allora era guerra.
Comunicazione semplice, alla portata di tutti e piuttosto sincera.

Oggi no, oggi dicono tutto ed il contrario di tutto.
Il motivo della confusione però è che non è stato ancora rotto l'ultimo taboo comunicativo: specificare A CHI è rivolto ogni singolo messaggio.
Mi spiego meglio.
Hai visto quante volte l'espertone di turno comunica quanto sia bello avere o non avere una famiglia? Mangiare o non mangiare uova/cioccolata? Rimanere single o accoppiarsi e proliferare?
Bene, questi "esperti" (che vengono utilizzati dai media alla stregua di opinionisti) non precisano a chi stiano rivolgendo le loro benedizioni/maledizioni, lo dicono in generale, come se il loro messaggio fosse rivolto a tutti.
Invece no, ognuno di loro lo sta comunicando a qualche gruppo umano ben preciso ma non può dirlo apertamente, pena, il rendere il messaggio non politically correct ma soprattutto si svelerebbe pubblicamente dove vuole andare a parare la comunicazione.

Altro esempio, lavoro e famiglia.
Da vent'anni a questa parte il grosso dei mass media (leftist soprattutto e quindi il 90% della comunicazione) ovvero giornali, radio e televisioni elogiano la donna che lavora, non si sposa e, soprattutto, non mette al mondo bambini.
A sentire i soliti "esperti" sembra che la panacea di tutti i mali sia lavorare duro e vivere soli, magari in un piccolo appartamento in città e, per i più irriducibili della compagnia, prendersi un cane/gatto/pappagallo in modo da sentirsi meno soli.
Facci caso, non leggi quasi mai questi messaggi nei confronti degli uomini. Sono quasi esclusivamente rivolti alle donne.
Poi si aggiunge l'esempio di una scrittrice più o meno famosa, di una soubrette, di una manager d'azienda che, intervistate con grandi titoloni, ci raccontano ogni minuto della loro splendida e spensierata giornata dove non devono ricordarsi di compleanni, anniversari, onomastici. Dove nessuno è costretto a fare le pulizie in casa, a cambiare pannolini o a portare figli a scuola.
Queste donne lavorano fino alle 8 di sera (o così dicono) e poi si rilassano bevendo del thè, sorseggiando un prosecco mentre leggono un libro di un autore cecoslovacco molto in voga nei salotti buoni (salotti che loro dicono di non frequentare ovviamente), accarezzando il loro micio da compagnia che, pur essendo un po' scorbutico, non sarà mai cattivo quanto il loro ex marito.
Quindi, donne realizzate, vincenti, complete e che non hanno bisogno di niente e di nessuno.
Nemmeno di se stesse.

Altro esempio: gli eroi dei film hollywoodiani.
Sembra banale ma ognuno di noi vede una quantità di film e serie TV da far spavento.
Tramite questi è possibile veicolare fortissimi messaggi sociali che attecchiscono in ogni dove.
Ti ricordi gli eroi dei film degli anni 80/'90?
Stallone, Schwarzenegger, Bruce Williss ecc. ecc. Tutti grandi, grossi e combattenti. Eroi credibili quando a mani nude abbattevano torme di cattivoni per salvare il mondo ad ogni occasione.
Ecco, uno lì pensava "e certo, ci riesce perchè è grande, grosso, sveglio, capace e tecnicamente preparato".
Quel tipo di messaggio è stato quasi completamente cancellato ad Hollywood.
Gli eroi contemporanei sono quasi sempre piccoli, fisicamente emaciati, capelli unti/ricci, nasone pronunciato, sguardo spento.
Sono ridicoli e grotteschi, sono quelli a cui non affideresti nemmeno la pappa del gatto in tua assenza.
Eppure nella vulgata moderna sono loro che salvano il mondo.
Sono loro che affrontano cattivi bellissimi, alti, biondi e con gli occhi azzurri ma perfidi. Intelligenti ma votati al male. Geniali ma con un animo orribile. Atletici ma soverchiatori.
Questi omuncoli da 4 soldi riescono sempre a sconfiggere uomini 100 volte migliori di loro nei modi più strani e spesso più assurdi.
Dunque qual è il messaggio?
Il messaggio è che anche se sei brutto, storto, fisicamente atrofico e pure scimunito e ignorante, non devi fare niente per migliorarti, vai benissimo come sei. Sei perfetto per salvare il mondo, perchè dovresti studiare/conoscere/allenarti? Non serve.
Rimani a casa come fa la donna di successo, prenditi un cane (sei uomo, no? A te spetta il cane) e piazzati davanti la TV.
Vedrai che la vita sarà più semplice e piacevole.

Potrei fare altri mille esempi di questo tipo ma andiamo al messaggio di fondo di tutta questa propaganda: DEVI RIMANERE SOLO.

La società contemporanea vuole che gli individui siano soli. Terribilmente soli. Soli al punto di non ricevere una (sola) telefonata per il giorno del compleanno.
Soli da non ricevere o fare gli auguri per una qualsiasi festa.
Soli al punto da essere degli emarginati sociali che si illudono di vivere solo perchè lavorano e pagano le tasse.
E' questo che vuole chi governa: governare un branco di eremiti che escono di casa solo per lavorare e fare la spesa. Gente che non riceverà mai un consiglio, un conforto, un aiuto.
Gente che morirà senza che nessuno se ne accorga, scoprendo il cadavere putrefatto dopo settimane o mesi dalla dipartita (ormai le cronache abbondano di questi casi).

E' un'istigazione al tutti contro tutti:
Sei gay? Devi odiare gli etero perchè loro ti odiano!
Sei donna? Devi odiare gli uomini perchè loro ti abusano!
Sei disoccupato? Devi odiare chi lavora perchè è raccomandato!
Sei povero? Devi odiare il ricco perchè ti ruba i soldi!
Sei vegano? Devi odiare chi mangia carne perchè distrugge il mondo!
Sei brutto? Devi odiare i belli perchè sono vanitosi!
Sei debole? Devi odiare i forti perchè prima o poi ti faranno del male!

Il tutto invertendo chiaramente il senso delle parole. Gli odiatori sono quelli che dicono di amare e viceversa.
Giusto per confondere la mente delle persone.

Ebbene, l'unico consiglio che voglio darti è quello di guardare un anime che ho finito di vedere ieri sera e che (finalmente) mi è piaciuto molto.
Un anime che parla della vita e della morte, cercandone il significato.
Un anime che tocca svariate corde, che talvolta pasticcia le cose ma che ha in sè una carica vera e forte.
Il tutto accompagnato da musiche belle che diventano anche sublimi.
Questo anime è "Death Parade" che trovi gratuitamente su VVVID.
C'è anche un prequel "Death Biliard" che è in giapponese ma è indifferente, puoi ignorarlo.
La cosa bella del finale è che ciascuno può dargli il suo significato (entro certi limiti).
Se ti capitasse di vederlo, fammi sapere come l'hai trovato.


Diciamo che questa parte:
"Terribilmente soli. Soli al punto di non ricevere una (sola) telefonata per il giorno del compleanno.
Soli da non ricevere o fare gli auguri per una qualsiasi festa.
Soli al punto da essere degli emarginati sociali che si illudono di vivere solo perchè lavorano e pagano le tasse.
E' questo che vuole chi governa: governare un branco di eremiti che escono di casa solo per lavorare e fare la spesa. Gente che non riceverà mai un consiglio, un conforto, un aiuto.
Gente che morirà senza che nessuno se ne accorga, scoprendo il cadavere putrefatto dopo settimane o mesi dalla dipartita (ormai le cronache abbondano di questi casi)"

Mi ha toccato un pò, anche perché è la situazione che ho da molti anni, e la vedo ormai come una situazione a cui sono destinato. Il problema è che si potrebbe citare la fantomatica comfort zone, ma sta di fatto che a me ciò che fanno i miei coetanei, non piace: discoteca, alcol, necessità di divertirsi sballandosi come viene definito oggi. Non credo che ai governi interessi la gente di quel tuo punto di riflessione. Forse preferiscono più quelli che pensano allo sballo, alle pupe, e al pallone con le sue sfaccettature di scommesse e gratta e vinci. In breve, quel soggetto che non sta a pensare, perché uno che invece ha una vita solitaria vuoi per difficoltà, vuoi per altro, proietta la mente verso cose un pelino più elevate. Alla fine, non è sbagliato dire, che uno muore senza che nessuno se ne accorga, anche perché almeno io, così mi ci rivedo. Il fatto è che mentre alcuni sono facilmente accettati dalla società, forse proprio perché fanno cose normali da persone normali, altri che hanno un percorso deviato verso altro a seguito di eventi, finiscono col sentirsi esclusi. Sta di fatto, che non voglio creare un discorso egoista incentrato solo su di me, ma parlo anche anche per coloro che non riescono ad esprimersi e a dire determinate cose, perché non tutti hanno il coraggio di mostrarsi agli altri per quello che sono al momento: ovvero sole, un prodotto delle conseguenze di scelte sbagliate o di eventi significativi, che se ne stanno rintanati senza neanche far sapere cosa gli passa per la testa. Quando viene il periodo natalizio, tendo sempre ad essere alquanto depresso, perché vedo altri fare ciò che non posso fare io e al contempo penso anche quello che comunque sta messo peggio di me, eppure io dico sempre una cosa: perché dev'esserci sempre quella bilancia dove da un lato pende chi sta sempre male e dall'altro chi sta sempre bene? Io sono per il "o tutti o nessuno", non potremmo essere finalmente tutti felici e senza rimpianti? Le differenze sono davvero necessarie?
Io vedo troppa diversità in giro, un mondo che sceglie sempre quel tipo di persona a discapito di altri e non mette nessuno sullo stesso livello. Si parla tanto di progresso, dei passi fatti dalla società, eppure vedo sempre la stessa situazione: che le persone sole continuano ad esere tali e quelle che hanno fin troppo, continuano a tenerselo stretto e per se, senza condividere nulla con chi ha poco o zero di tutto ciò, se non con i loro simili già di per se socialmente arricchiti.
IMHO

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Shiba
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Re: Perché le romance urtano la mia (in)sensibilità

Messaggioda Shiba » 03/01/2020, 10:15

@AnerCasv
Ciao
Devo dire che mi ritrovo molto nelle tue parole.Anche Io mi trovo spessissimo a fare quei pensieri di cui parli... Quello che ti posso dire è che rimuginare serve a poco...bisogna farsi del male e rischiare.Alla fine anche solo per sbaglio o senza volerlo qualcosa succede.Ti posso consigliare un film molto carino e leggero"Emotivi anonimi".Il protagonista continua a ripetersi la frase"purché non mi succeda nulla" che aveva appreso dal padre...dacci un occhio se lo trovi


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